Istat, consumi in crescita: le famiglie italiane tornano a spendere

Finalmente il segno positivo davanti ai numeri che indicano lo stato di salute e benessere delle famiglie italiane. Nulla di eclatante, ma segnali incoraggianti che non devono essere trascurati nell’ottica di una lenta ma graduale ripresa dell’economia nazionale.

A fornire i dati è l’Istat, che sottolinea come il consumo medio per famiglia sia il più alto dal 2013, l’anno in cui il Paese ha vissuto il momento di maggior crisi.

Nel 2016 hanno speso 2.524,38 al mese, un incremento dell’uno per cento circa rispetto alla precedente annata e del 2,2% se rapportato con quanto consumato in media nel 2013, la stagione più nera che si ricordi nell’epoca recente del Belpaese. Gli esperti del settore raccontano, analizzando i dati, di un incremento che si mantiene basso ma costante e duraturo nel tempo: l’obiettivo è quello nel giro dei prossimi due anni di arrivare a quei 2.639,89 mensili spesi nel 2011, cifra più alta toccata prima della forte crisi che ha colpito il popolo italiano.

Lo studio Istat ha anche analizzato la direzione che le spese degli italiani hanno preso nel corso del 2016. Considerando solo ed esclusivamente la spesa di carattere alimentare ecco che la cifra mensile media dello scorso anno ammonta a 447,96 contro i 441,50 del 2015. Un dato interessante svelato dallo studio riguarda la spesa rivolta all’acquisto della carne, che continua a registrare un progressivo calo in seguito al numero crescente di vegetariani e soprattutto vegani. Sebbene restino l’alimento più acquistato con 93,53 euro mensili rispetto ai 98,25 nel 2015. Da evidenziare l’aumento dell’acquisto di frutta e verdura, superiore al 3%, rispettivamente 41,71 euro e a 60,62 mensili. A far registrare l’exploit del 2016 è però la spesa rivolta al mercato ittico, un boom in positivo del 9,5% con quasi 40 euro mensili spesi in media.

Il settore in cui si arriva a sfiorare le soglie spese negli anni prima della crisi è quello della ristorazione: 2.076,41 la cifra media, un incremento del 4,8%, da 122,39 a 128,25 euro. In crescita anche il terziario con beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura in aumento del 2,9%, pari a 130,06 euro mensili medi. Differenze importanti sono riscontrabili anche a livello geografico: 2.839,10 euro si spendono nel Nord-Ovest italiano, contro gli 1.942,28 euro nelle Isole. Nette differenze anche fra aree metropolitane e periferiche, si passa da 376 a 100 euro mensili rispettivamente: la dimostrazione di quanto l’Italia sia ancora un Paese diviso.

Federico Cocco

Ho studiato storia, giornalismo e lingue straniere. Lavoro per diverse testate e collaboro con Il Mattino. Ho scritto per l’Ansa e il Corriere del Mezzogiorno. Politica, economia sono le mie passioni. Questo è il mio blo personale.

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