L’intervento di Pier Paolo Baretta alla presentazione del libro “Il senso del gioco”

Il 23 gennaio scorso è stato presentato nella sala degli atti parlamentari della Biblioteca del Senato il libro “Il senso del gioco. Tra competizione, vertigine, caso e responsabilità: la sfida del giocatore e quella delle istituzioni” curato da Riccardo Zerbetto, Medico psichiatra, direttore scientifico di Orthos. L’opera analizza il fenomeno del gioco esaminando i suoi risvolti nel sociale e suggerendo delle Linee programmatiche per una politica sul gioco responsabile.

Alla presentazione del libro ha partecipato il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che durante il suo intervento ha toccato vari aspetti riferiti alla regolamentazione e situazione del settore nel nostro paese sottolineando la necessità di costruire una cultura del gioco che permetta di approcciarsi ad esso in maniera non proibizionista e non esasperante.

Bisogna muoversi secondo un approccio non proibizionista e senza eccessi in cui ognuno deve fare la propria parte.

Ci sono degli eccessi sul gioco: prima liberista e poi proibizionista. È evidente che la costante antropologica esiste e il tema del proibizionismo ci allontana dalla gestione intelligente del problema della dipendenza. Parlo di proibizionismo perché ci troviamo ora ad affrontare questo periodo, in passato avremmo detto che il problema era l’eccessivo liberismo. Il nostro compito era rendere il gioco qualcosa di normale, senza eccessi. Abbiamo iniziato a lavorare su questo, ma si tratta di un percorso lungo“, ha esordito Baretta.

Le amministrazioni locali hanno seguito una linea di protezionismo sociale con l’utilizzo delle distanze come risposta al problema. La via più facile per affrontare un tema complesso. È sbagliato circoscrivere il gioco in quartieri a luci rosse del gioco. Bisogna agire sui numeri dell’offerta, noi abbiamo portato una riduzione del 35 per cento. Siamo in fase applicativa del decreto siglato con enti locali e entro aprile si concluderà il percorso intrapreso“, ha aggiunto.

Sulla proposta del M5S di tassare ancora di più il gioco al fine di finanziare il reddito di cittadinanza o altre misure, Baretta individua una certa ambiguità. “Non si può dire di voler tassare il gioco e però di volerlo eliminare come fanno certe forze politiche. Se si riduce l’offerta è normale che via sia anche la previsione di una contrazione delle entrate. Penso che la forza della riforma sia maggiore dei suoi detrattori. Bisogna avere una legge complessiva e un accordo che venga rispettato ma che ora fa acqua da tutte le parti”.

Sottolineando che la riduzione dell’offerta di gioco rappresenta la strada migliore per raggiungere l’obiettivo di ridurre le patologie, il sottosegretario ribadisce che “il problema non è quanto si tassa se poi si allarga la presenza. Se si lavora verso la riduzione del gioco, si mettono anche in conto minori entrate. Normalmente se riduci l’offerta devi anche prevedere che avrai una contrazione delle entrate. Trovo contraddittorio dire drastica riduzione del gioco e contemporaneamente aumento della tassazione”.

Sul prossimo appuntamento in Conferenza Unificata e in vista del nuovo confronto fra i rappresentanti del Governo e gli enti locali, ha sottolineato “la volontà di arrivare ad un’intesa sui termini dell’accordo anche in vista dell’imminente necessità di fare uscire i bandi di gara per il terrestre. A ottobre vanno fatte gare bingo e scommesse. O si fanno o vanno deserte”.

Occorre passare alla tassazione sul margine per tutti i giochi e proporre un re-investimento delle entrate sul gioco per le politiche socio-sanitarie. Su questo punto Baretta ribadisce che “si è cercato di trovare un punto di equilibrio tra l’offerta di gioco, le entrate erariali e la tutela della salute: ora è il momento di cambiare il modello di tassazione, passando al margine“, aggiungendo che “reinvestire parte delle entrate del settore sulla prevenzione e il contrasto del gioco patologico è un tema importante, sul quale però sono state espresse alcune posizioni contrarie perché non si volevano ‘accettare’ i soldi provenienti dal settore“.

Sul problema dei casinò afferma che quelli italiani stanno vivendo un momento di crisi, ma che esistono diverse spinte soprattutto da località turistiche o termali, per ottenere nuove aperture, quindi “potrebbe aprirsi uno scenario totalmente inedito”.

Soffermandosi sul tema della liquidità internazionale nel gioco online Baretta ha ribadito che l’accordo internazionale va rispettato ed ha spiegato che è attualmente in corso un processo di verifica, il quale una volta completato e resi noti i risultati, verrà presa una decisione su quando e come il paese aderirà al piano.

Federico Cocco

Ho studiato storia, giornalismo e lingue straniere. Lavoro per diverse testate e collaboro con Il Mattino. Ho scritto per l’Ansa e il Corriere del Mezzogiorno. Politica, economia sono le mie passioni. Questo è il mio blo personale.

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