Nel Regno Unito sono 25.000 i minori definiti come giocatori problematici

Nel Regno Unito sono circa 25 mila i giovani tra gli 11 e i 16 anni che soffrono di problemi legati al gioco d’azzardo. Accedono all’attività attraverso siti di scommesse riguardanti le skin di giochi come Counter-Strike Global Offensive.

E’ quanto emerge da un report della Gambling Commission la quale ha dichiarato che discutere della questione con l’industria videoludica stessa è in cima alle sue priorità.

Scommettono ogni settimana e spendono una media di £ 10, equivalente a più di un terzo della loro paghetta settimanale di £ 28. L’8% ha affermato di aver speso più di £ 40. Quasi l’1% dei giovani tra gli 11 ei 16 anni (circa 25.000), sono definiti come giocatori problematici, e altri 36.000 rischiano di sviluppare un problema con il gioco.
Le slot machine rappresentano l’anticamera di accesso più comune al gioco d’azzardo per il 24% dei giovani; segue la Lotteria nazionale (21%).

L’ente regolatore ha tuttavia sottolineato che i minori si espongono al gioco attraverso forme sempre meno tradizionali, ad esempio tramite gli eSport ed i social network. Quelli di appena 11 anni si avvicinano al mondo del gioco d’azzardo attraverso skin di giochi come Counter-Strike Global Offensive.

A causa di questi siti di scommesse sulle skin senza licenze le misure di sicurezza che esistono non sono applicate e stiamo vedendo esempi di persone molto giovani, undicenni o dodicenni che iniziano a essere coinvolti in queste scommesse non capendo che si tratta di gioco d’azzardo. Da un lato stanno gestendo conti forse sugli account Paypal dei genitori o attraverso le loro carte di credito ma l’effetto più ampio e il problema maggiore è l’introduzione e la normalizzazione di questo tipo di gioco d’azzardo tra i bambini e i giovani“, ha commentato Sarah Harrison, chief executive della Gambling Commission manifestando la sua preoccupazione nei confronti del fenomeno.

Più di un bambino su 10 ha riferito di giocare a giochi in stile casinò che simulano roulette o slot su Facebook o attraverso applicazioni per smartphone.

Le statistiche della Gambling Commission indicano che i minori che si dedicano a questi giochi (molti dei quali hanno 12 anni) presentano più probabilità di scommettere nella vita reale.

Il vicepresidente del partito laburista Tom Watson ha dichiarato che il partito si occuperà di una ridefinizione delle leggi sul gioco d’azzardo per adeguare la regolamentazione e affrontare i rischi emergenti, in particolare nel settore online. “La crescita costante del gioco d’azzardo online, o giochi che incoraggiano i bambini a scambiare articoli ludici con denaro contante, dimostra che le nostre leggi sul gioco d’azzardo sono purtroppo superate“, ha spiegato.

Il direttore esecutivo della Gambling Commission, Sarah Harrison, ha qualificato i siti Web senza licenza che consentono ai bambini di scommettere attraverso i videogiochi come “parassiti”.

Marc Etches, direttore esecutivo di GambleAware, la principale organizzazione per giocatori problematici, ha dichiarato che la Gran Bretagna è “in grave pericolo per i danni legati al gioco d’azzardo”.

Si è chiesto perché il libro verde del governo sulla sicurezza di Internet, pubblicato lo scorso mese, non alludesse al gioco d’azzardo come un pericolo online, chiedendo ai legislatori e ai regolatori di “svegliarsi”.

Ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza di istruzione a disposizione dei giovani sui rischi connessi all’attività. “Il 40% dei giovani dichiara di scommettere per guadagnare soldi, un’affermazione che dimostra chiaramente la concezione distorta e la vulnerabilità che gli adolescenti hanno nei confronti dell’attività”, ha sottolineato Etches.

Dal rapporto è emerso che quattro bambini su 10 hanno dichiarato di aver parlato con i propri genitori sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo; meno di uno su cinque ha affermato di essere stato avvertito dei pericoli dagli insegnanti. “Bisogna adottare migliori misure di educazione e prevenzione da rivolgere ai minori per metterli al corrente dei danni legati al gioco”, ha concluso Etches.

Federico Cocco

Ho studiato storia, giornalismo e lingue straniere. Lavoro per diverse testate e collaboro con Il Mattino. Ho scritto per l’Ansa e il Corriere del Mezzogiorno. Politica, economia sono le mie passioni. Questo è il mio blo personale.

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