Stati Uniti ed Australia e il rapporto di amore-odio con il Gambling

Stati Uniti ed Australia sono considerate due delle maggiori “patrie” del gioco d’azzardo. Il loro rapporto con il gambling, però, è tutt’altro che lineare. I due governi, infatti cercano un equilibrio difficile da trovare tra opulenza e legalità.

Gli Stati Uniti hanno sempre avuto un rapporto controverso verso il gioco d’azzardo. Il gambling in America ha, quindi, due facce. I casinò sono visti come centri di potere, ma anche come luoghi dove si annida l’illegalità e si scende a compromessi per mantenere un certo standard.

Il governo americano ha usato il gioco d’azzardo per uscire dal periodo della Grande Depressione degli anni trenta, ma, lo sviluppo del gioco illegale, ha creato non pochi problemi all’immagine degli Stati Uniti. A tutt’oggi, il gambling viene visto, da una parte , come fonte di opulenza, dall’altra come “mondo occulto” dove riciclare soldi ed evadere il fisco.

Gli ultimi divieti del governo riguardanti il gioco d’azzardo online, per esempio, hanno permesso ad  alcuni ad alcuni operatori con server fuori dal territorio americano di arricchirsi senza praticamente pagare le tasse allo stato americano.  Tutto questo è stato ben rappresentato dal telefilm “Las Vegas”, serie prodotto dal NBC dal 2004 al 2008 in cui venivano rappresentati vizi e virtù di alcuni personaggi che si muovevano all’interno dell’immaginario “Montecito Resort & Casinò di Las Vegas”. Qui, al mondo dorato del gioco d’azzardo, fanno da contraltare trame e “magheggi” politici, oltre ad infiltrazioni mafiose.

Il governo federale da una parte cerca di contrastare l’incredibile sviluppo di casinò terrestri e online, ma, dall’altro, cerca di mantenere lo status di nazione con il maggior numero di casinò legali del mondo e aree legate al gioco d’azzardo.

Diversa la situazione in Australia che rappresenta il mercato del gioco d’azzardo più potente nell’emisfero meridionale. Il gambling viene giudicato “alla moda” e la concorrenza tra i vari casinò viene visto come veicolo promozionale del Paese. Sul territorio australiano esistono tre grandi sale da gioco e quindi minori, accuratamente selezionate da una Commissione Speciale. La tassazione dei casinò australiani è rigorosamente controllata. Tutto viene monitorato grazie  all’aiuto di funzionari speciali, che insieme ai dipendenti dei casinò partecipano al calcolo delle entrate e destinano un pagamento fisso alle tasse dello Stato.

Se il “gambling terrestre” è visto come fonte di ricchezza e pubblicitaria, diverso è il caso di quello online. Esistono particolari restrizioni per sale da poker, roulette e slot machine presenti in rete, che spingono i consumatori, in particolar modo i giovani, a cercare alternative sul mercato estero. Secondo gli ultimi dati,  in Australia si giocherebbe in maniera irregolare attraverso i circa 2500 siti web illegali di tutto il mondo. Questo ha spinto il governo a varare misure sempre più restrittive verso gli operatori online che operano oltre confine. Si pensa all’istituzione di un registro nazionale di auto-esclusione dei giocatori, in base al quale tutti i bookmaker online potranno riconoscere i giocatori da non accettare nelle proprie stanze virtuali.  Impresa molto ardua da mettere in pratica al momento.

Federico Cocco

Ho studiato storia, giornalismo e lingue straniere. Lavoro per diverse testate e collaboro con Il Mattino. Ho scritto per l’Ansa e il Corriere del Mezzogiorno. Politica, economia sono le mie passioni. Questo è il mio blo personale.

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